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4/2/2010 - Approvata la stesura definitiva del nuovo Regolamento



Tutti gli istituti professionali hanno la durata di cinque anni, e sono suddivisi in due bienni e in un quinto anno, al termine del quale gli studenti sostengono l'esame di Stato per il conseguimento del diploma di istruzione professionale, utile anche ai fini della continuazione degli studi in qualunque facoltà universitaria, oltre che nei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, anche presso gli istituti tecnici superiori , in via di costituzione.
I nuovi istituti professionali hanno un ordinamento molto leggero e flessibile per poter interagire con i sistemi produttivi territoriali e rispondere alle esigenze del mondo del lavoro e delle professioni in una dimensione "Glocal", aperta all'innovazione permanente.
Gli attuali indirizzi sono stati ridotti da 28 a 6 in due grandi settori: 1) quattro indirizzi per il settore servizi; 2) due indirizzi per il settore industria e artigianato.
L'orario settimanale scende da 36 a 32 ore (il tempo scuola per gli studenti aumenta, in quanto si tratta di ore effettive e non più ridotte a 50 minuti, come oggi troppo spesso avviene), a partire dalle prime classi funzionanti nell'a.s. 2010/2011.
Gli istituti professionali del settore industria ed artigianato sono dotati anche di un ufficio tecnico con il compito di sostenere la migliore organizzazione e funzionalità dei complessi laboratori di questo settore.
Come gli istituti tecnici, gli istituti professionali  possono dotarsi, nella loro autonomia, di  nuovi modelli organizzativi, quali i  Dipartimenti per una migliore progettazione formativa collegiale e il Comitato tecnico-scientifico, formato da docenti e da esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e tecnologica, per rafforzare il dialogo con i soggetti del territorio, soprattutto ai fini dell'orientamento alle professioni tecniche e per realizzare stage, tirocini e l'alternanza scuola-lavoro.
Le metodologie innovative basate sull'utilizzo diffuso dei laboratori a fini didattici sono considerate, come per gli istituti tecnici, uno strumento essenziale per un insegnamento efficace e attraente per gli studenti. Il laboratorio dovrà diventare progressivamente l'ambiente ordinario del fare scuola, in tutti gli ambiti disciplinari  e, soprattutto, per gli insegnamenti di indirizzo.  Nei quadri orario sono riportate le ore di compresenza degli insegnanti tecnico-pratici nei laboratori.
Guardiamo, nel dettaglio le modifiche introdotte nel regolamento adottato dal Consiglio dei Ministri il 4 febbraio u.s., rispetto a quello, in prima lettura, del 28 maggio 2009:

Settore industria e artigianato

- In questo settore, è stato ricondotto l'indirizzo "manutenzione e assistenza tecnica" previsto in precedenza nel settore servizi;
- sono stati rivisti i profili dell'indirizzo "produzioni industriali e artigianali", in modo da dare spazio alle produzioni che caratterizzano le filiere del Made in Italy (mobile e arredo, trasformazione del prodotto ittico, etc.),  anche con riferimento all'artigianato artistico (es. liuteria, confezione per l'abbigliamento …..);

Settore servizi

-  E' stato rivisto il profilo dell'indirizzo "servizi commerciali", in maniera da renderlo rispondente ai sistemi produttivi territoriali (ad esempio, aziende per la pubblicità, turistiche ……);
- sono state introdotte due articolazioni nell'indirizzo "servizi socio-sanitari" riguardanti gli "ottici" e gli "odontotecnici";
- sono stati ridefiniti i laboratori dell'indirizzo per "l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera" , in modo da assegnare uno spazio autonomo ai laboratori di "enogastronomia", "servizi di sala e di vendita" e "accoglienza turistica".

Per effetto delle predette modifiche,  i nuovi istituti professionali si presentano così:

Settore dei servizi

1  Servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale

2  Servizi socio-sanitari

 Articolazioni 1) Odontotecnico; 2) Ottico.

3  Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera, con tre articolazioni

 Articolazioni 1) Enogastronomia; 2) Servizi di sala e di vendita; 3) Accoglienza turistica.

4  Servizi commerciali

Settore industria e artigianato

1  Produzioni industriali e artigianali

Articolazioni 1) Industria; 2) Artigianato.

2  Manutenzione e assistenza tecnica

Gli istituti professionali hanno un ruolo complementare e integrativo rispetto al sistema di istruzione e formazione professionale di competenza regionale e potranno continuare a realizzare, in regime di sussidiarietà, percorsi triennali per la qualifica professionale. In mancanza di tali intese continueranno a  realizzare gli attuali  percorsi di qualifica, con l'utilizzazione delle quote di flessibilità dei piani di studio: dal 25% del primo biennio al 35% del terzo anno.
Con successivi decreti sarà definito l'elenco nazionale delle opzioni per l'ulteriore articolazione delle aree di indirizzo a partire dalla terza classe, utilizzando la quota di flessibilità del 35% del secondo biennio, e del  40% del quinto anno,  per interconnettersi efficacemente con i sistemi produttivi territoriali.
I giovani diplomati degli istituti professionali, come quelli degli istituti tecnici, sono molto richiesti dal mondo del lavoro e avranno ancora più  opportunità in relazione ai profili dei nuovi indirizzi che offrono una visione sistemica delle filiere produttive di riferimento.

I documenti approvati:

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